Quale tesi sostiene il manifesto sul sonoro firmato nel 1928 da Ejzenštejn, Pudovkin e Aleksandrov?
Che il suono va usato in contrappunto rispetto all'immagine, non come semplice duplicazione naturalistica
Il manifesto del 1928 di Ejzenštejn, Pudovkin e Aleksandrov chiede un uso del suono in contrappunto con l'immagine, cioè in non coincidenza con essa. Solo così il sonoro diventa un nuovo elemento del montaggio e non una semplice duplicazione naturalistica di ciò che si vede.